
Scriveva Freud nel 1906: "Noi [psicoanalisti] e lui [il poeta] attingiamo alle stesse fonti, lavoriamo sopra lo stesso oggetto. Il nostro procedimento consiste nell'osservazione cosciente di processi psichici in altre persone … Il poeta rivolge la propria attenzione all'inconscio nella propria psiche, spia le sue possibilità di sviluppo e ne dà un'espressione artistica, così egli sperimenta in sé quanto noi apprendiamo da altri, e cioè le leggi cui deve sottostare l'attività di questo inconscio; ma non ha bisogno di enunciare queste leggi, e neppure di riconoscerle chiaramente ... esse si ritrovano contenute e incorporate nelle sue creazioni."

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Prova 2